24/04/2026 | A San Francisco. Argentina, il piemontese è stato riconosciuto patrimonio culturale nel 2023. In Piemonte, la stessa lingua è classificata a rischio estinzione.
In Argentina esiste una città dove il piemontese si parla ancora in strada.
Non in un museo. Non in un festival folkloristico. In strada, a casa, al bar.
Si chiama San Francisco, è nella provincia di Córdoba, ha 60.000 abitanti — e la maggior parte di loro discende da contadini partiti dalle valli del Cuneese e del Torinese tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento.
Hanno attraversato 11.000 km di oceano con poco in tasca. Si sono portati dietro la terra da coltivare, la bagna cauda da cucinare, i grissini da impastare. E la lingua. Soprattutto la lingua.
Qui non si chiama dialetto. Nel 2023, il Consiglio Deliberativo di San Francisco ha riconosciuto ufficialmente il piemontese come patrimonio culturale intangibile della città. Non una dichiarazione simbolica: un atto formale, firmato, depositato.
Nel frattempo, il progetto scientifico PILAR — Piedmontese Language in Argentina, dell'Università di Torino — ha documentato le comunità dove ancora si parla. Le province coinvolte sono quattro: Córdoba, Santa Fe, La Pampa, Entre Ríos. Non sono testimonianze di anziani che ricordano qualche parola. Sono comunità dove la lingua è trasmessa, usata, mescolata allo spagnolo in un ibrido che i linguisti chiamano "piemontese-americano".
Un esempio concreto: "mato" — dal termine argentino per il mate — è entrato nel vocabolario piemontese di San Francisco. La lingua non si è fossilizzata. Si è adattata. È sopravvissuta.
A San Francisco hanno anche costruito una replica della Mole Antonelliana. Ma quello è solo il cartone animato della storia. Il fatto serio è la lingua.
In Piemonte, il piemontese è classificato lingua a rischio. Nelle valli dove è nato, i giovani non lo parlano più. Nelle scuole, non si insegna.
In Argentina, è patrimonio ufficiale.
Una lingua quasi morta in patria è diventata, a 11.000 km di distanza, un bene culturale protetto dallo Stato... puoi leggere il resto sulla nostra pagina Facebook